Capodanno in Campania: ecco il menù tradizionale del Cenone di San Silvestro

Capodanno è ormai alle porte e per chi si sta appresta a festeggiare l’arrivo del 2019 a casa con amici e parenti, è già tempo di pensare a cosa portare in tavola. Per chi è a caccia di consigli, ecco allora qualche suggerimento per il menù tradizionale del Cenone di San Silvestro in Campania.

Immancabili cotechino e lenticchie

Considerate fin dai tempi degli antichi Romani sinonimo di prosperità e fortuna, le lenticchie non possono mancare a tavola in occasione del Capodanno. Sono il contorno ideale per un altro grande classico del menù tradizionale del Cenone di San Silvestro: il cotechino. Oltre a essere un piatto iperproteico, ha un valore simbolico: il cotechino rappresenta l’abbondanza, le lenticchie il denaro. Così, mangiare tanto significa augurarsi e augurare un anno pieno di felicità e soddisfazioni.
Oltre a questo insaccato di maiale, sulle tavole dei campani è facile trovare il suo “cugino” originario di Modena, lo zampone. Per buon augurio vanno servite come portata durante il cenone allo scoccare della mezzanotte, accompagnato ovviamente da un bel po’ di bollicine.

credits: cucchiaio d’argento

Parola d’ordine: freschezza

Se parliamo di tradizione culinaria campana, la città per antonomasia è ovviamente Napoli. Nel capoluogo partenopeo non è Capodanno se non si mangiano il capitone e il baccalà e un menù rigorosamente a base di pesce. La tradizione vuole che il capitone venga tagliato a pezzi, impanato e fritto in olio di arachide con tre foglie d’alloro.
Durante il cenone di Capodanno la parola d’ordine è freschezza. A tavola viene servito il fior fiore del pescato. Come antipasti sfilano dinanzi agli occhi dei commensali insalata di rinforzo, broccoli e minestra maritata, seguono spaghetti con frutti di mare, vongole o all’astice e come secondo piatto frittura di paranza.

Dolci della tradizione

Giorni di festa, giorni di dolci. Dopo il lauto pasto, non possono mancare le prelibatezze della pasticceria campana. Immancabili sulle tavole sono gli struffoli, dolce che sembra risalire all’antica Grecia e che da sempre per la forma a palline e per il goloso miele conquista grandi e piccini. Quest’anno i maestri pasticcieri campani si sono divertiti a rivisitare gli struffoli nei più svariati modi. Date un’occhiata al nostro pezzo dedicato ai dolci novità delle feste natalizie.

Altrettanto amati sono i roccocò che devono essere croccanti ma non duri all’esterno e morbidi all’interno. Decisiva è la cottura: se si sbaglia, infatti, si potrebbero ottenere biscotti molto duri e quindi immangiabili. La top 5 dei dolci della tradizione include poi i mustaccioli, i raffioli e i susamielli.

Non classificata tra i dolci natalizi nostrani perché tipica della Sicilia, la Cassata occupa una posizione di prestigio tra i dessert delle feste campane. Data la sua proverbiale bontà è, infatti, quasi immancabile sulle tavole imbandite a festa, dove la sua vivace decorazione rende l’atmosfera ancor più gioiosa.

Pizza zampone & lenticchie: creatività e innovazione

Nel periodo d’oro della pizza, non potevano mancare pizze a tema per le festività natalizie proposte dai grandi maestri pizzaioli in giro per la Campania. Dalla pizza fritta al forno con sugo allardiato, provola di Bufala e pecorino di Carlo Sammarco alla pizza con soffritto proposta da Bradoburger. Per chi ama i sapori forti, la pizza scarole e alici è un must have insieme alla pizza baccalà, ma a colpire la nostra attenzione è stata la pizza zampone e lenticchie di Giuseppe Pignalosa, che rappresenta il perfetto connubio tra il gran classico di Capodanno e il cibo più amato e consumato al mondo (non solo in Campania) ovvero la pizza.

credits: Scatti di Gusto

E voi per quale menù opterete per il Cenone di Silvestro? Tradizione o innovazione? Fatecelo sapere nei commenti.

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