Il Ministeriale della Pasticceria Scaturchio, Napoli

Nella vita tra le varie cose è importante avere spirito di conservazione, in altre parole la capacità di resistere corpo e anima al trascorrere inesorabile del tempo, l’abilità di non lasciarsi rovinare e scalfire dagli agenti esterni. È difficile riuscirci, specialmente se si è così sensibili da assorbire tutto ciò che accade. C’è qualcosa che è meravigliosamente dolce e delicato e ha tra le sue caratteristiche la capacità di conservarsi a lungo: è il Ministeriale di Scaturchio.

Il Ministeriale di Scaturchio è un ottimo compagno in una passeggiata lungo le affascinanti strade del Centro Storico di Napoli. Esteticamente, è un cioccolatino che si presenta nella forma di un medaglione e nella pasticceria in Piazza San Domenico è possibile trovarlo nella dimensione classica e mignon. Morso dopo morso è un vero viaggio dei sensi: l’esterno è un sottile strato di cioccolato fondente con al di sopra l’incisione col nome, mentre all’interno c’è una golosa crema al liquore. In realtà, la sua ricetta è ancora oggi un segreto e quel che è certo è che la crema risulterebbe composta tra le varie cose da ricotta e nocciola. È delicato come dolce il Ministeriale, eppure come dicevamo è capace di conservarsi a lungo senza l’aggiunta di alcun additivo. 

Il Ministeriale fa parte dei dolci della tradizione napoletana e ha una sua particolare storia. Questa prelibatezza nacque nei primi decenni del Novecento: fu un omaggio del pasticciere ad Anna Fougez, bellissima cantante e attrice italiana. Fu la prima a portare sul palcoscenico le piume di struzzo, lì dove mostrava le sue meravigliose gambe e le maestose acconciature e i ricchi gioielli, una donna che era l’espressione dell’eleganza, una vera sciantosa (termine che è una storpiatura della lingua napoletana della parola francese chanteuse, ‘cantante’). Col tempo, il Ministeriale piacque così tanto che il pasticciere decise di proteggere la sua creazione: fu richiesto di inserirlo tra i dolci di corte, ma l’iter burocratico fu incredibilmente lungo e tortuoso e i permessi passarono da ministero a ministero, una vicenda che ispirò poi il nome di questa prelibatezza che ancora oggi piace tantissimo ai cittadini napoletani e ai tanti turisti che affollano le strade del Centro Storico partenopeo. 

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Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricamo e dei lavori all'uncinetto.