In estate la cozza è sempre aperta

Fa caldo. Troppo caldo. Se da una parte la pelle richiede di essere lasciata libera alla ricerca di un po’ di refrigerio, permettendo al sole di baciare le sensuali curve del corpo che tanto bramano anche la più piccola carezza del vento, dall’altra le alte temperature non aiutano l’appetito, a tavola e a letto.

Sembra esserci una certezza scientifica nel ragionare sul fatto che il caldo riesca a chiudere lo stomaco e a frenare bollenti desideri, ma la fantasia di un cuoco e di un innamorato non conosce ostacoli di fronte alla passione per la buona tavola e per l’anima gemella: le proposte si fanno fresche, dagli abbinamenti invitanti e mai pesanti, ed è il pesce in ogni sua forma a proporsi, anzi, a imporsi con tutte le sue qualità benefiche per mente e corpo. In estate la cozza è sempre aperta nei piatti sulle tavole napoletane: la tradizione gastronomica partenopea e della costiera campana in generale prevede un ampio uso dei frutti di mare in estate e sono tantissime le ricette che godono della sua presenza tra gli ingredienti. 

 

La cozza è un mollusco bivalve ed equivalve, in altre parole composto da una doppia conchiglia di colore nero, spesso tendente al viola, che ha la stessa forma (appuntita in un punto, all’opposto arrotondata) in entrambi le valve che così aderiscono perfettamente e si uniscono saldamente. Non tutti sanno che vi è una distinzione tra i due sessi e la differenza si può riconoscere grazie al mantello interno, che contiene tutti gli organi: si presenta di colore giallo nei maschi e di colore rosso-arancione nelle femmine. Nell’aprire una cozza cruda molti si riscoprono maliziosi e affermano di constatare che il suo aspetto richiama l’apparato riproduttivo femminile. Grazie alla sua esteriorità non proprio aggraziata e all’abilità di sapersi attaccare fortemente agli scogli, la cozza si ricollega all’affascinante universo femminile con l’espressione secondo la quale indicherebbe una donna che non ha una grande bellezza oppure una donna dal comportamento troppo appiccicoso. 

 

Le cozze si aprono durante la cottura in pentola, regalando al piatto che si sta preparando tutto il loro sapore inconfondibile. In Campania sono apprezzate tantissimo nella forma più semplice, unicamente accompagnate con il limone, ma sono anche le protagoniste indiscusse di una ricetta classica del Giovedì Santo e che si trova anche nei menu dei ristoranti in estate: la zuppa di cozze. Il riso ha una proposta davvero saporita con il risotto alla pescatora, ma è anche l’espressione solitamente usata per la pizza che accoglie i frutti di mare. Questi molluschi poi si accoppiano benissimo coi prodotti dell’orto e non a caso sono i protagonisti indiscussi del classico ‘terra&mare’. È la pasta a regalare il talamo nuziale più squisito: un piatto di paccheri o mezzi paccheri fa sposare felicemente le cozze coi pomodorini e il prezzemolo, degno di evidenza è anche il cartoccio di linguine ai frutti di mare mentre la pasta fresca come gli scialatielli, formato tipico della cucina campana, firma un altro gustoso matrimonio con le cozze. C’è poi un piatto tipico napoletano: pasta con fagioli e cozze. Le cozze vengono accorpate senza conchiglia alla fine della cottura dei fagioli con la pasta, devono restare sulla fiamma giusto quei pochissimi minuti che permettono loro di lasciarsi accarezzare dall’inconfondibile colore dei legumi, come un manto che verrà accarezzato da una fresca pioggia di prezzemolo. Come la pelle che in estate aspetta il fresco tocco dei sorsi d’acqua sulle gocce di sudore che esprimono l’energia di corpi che vivono l’esistenza scoprendola in ogni sogno realizzato con fatica e in ogni desiderio. 

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Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricamo e dei lavori all'uncinetto.