La Befana cambia forma e sapori: il trionfo dei dolciumi artigianali in Campania

Nel periodo delle feste natalizie la tradizione campana propone un lungo elenco di dolci: le grandi tavole imbandite da dicembre fino all’Epifania presentano squisitezze di vari sapori, ognuno con la sua storia e le sue particolarità. La Befana in modo particolare secondo tradizione porta al suo arrivo una gran moltitudine di dolci, spesso accompagnati dal carbone per quegli individui che sono stati un po’ birbanti nei mesi precedenti.

La Befana, tuttavia, nel tempo ha cambiato forme e sapori. Il suo simbolo è la calza, da riempire con dolcezze di ogni genere, ma da un po’ di tempo vi sono nuove tendenze, esteticamente e non solo. Si vedono spesso vere e proprie composizioni con i dolciumi, quelli prodotti a livello industriale e i dolcetti artigianali (ma più i primi): si tratta di una sorta di ‘torte’ a più piani con una struttura fatta di basi di cartone colorato e nastrini che tengono in forma circolare i dolciumi. È una formula che anche nelle pasticcerie campane ha sempre più successo e che mette da parte la calza come contenitore, che è al massimo rappresentata simbolicamente da un esemplare di piccole dimensioni attaccata alla struttura, e che presenta al vertice un regalo, come una piccola palla, una bambola, una piccola trousse di trucco e così via. 

Per quanto riguarda i sapori, il discorso si lega sempre più alla tradizione. In Campania sono sicuramente apprezzati i famosi e ottimi dolciumi prodotti a livello industriale, ma la tendenza suggerisce la volontà di apprezzare i prodotti artigianali. E sono proprio loro i protagonisti dell’Epifania: i dolci tipici partenopei delle feste natalizie, quelli che alcuni a torto definiscono ‘minori’ rispetto ai più diffusi quali ad esempio raffioli, cassate e struffoli. Sembra, infatti, che le mamme campane inseriscano da alcuni anni nella calza non solo i dolciumi più conosciuti ma che affianco vi siano dolci come susamielli (dolcetti a forma di ‘S’ con un impasto a base di farina, mandorle, miele e zucchero), mustaccioli (quelli classici a forma di rombo, ricoperti di una glassa al cioccolato) e soprattutto le pasta di mandorle. È con quest’ultima in particolare che i pasticcieri riescono a proporre dei piccoli capolavori, belli da vedere e buoni da mangiare, che ricordano la frutta e spesso si trasformano in tante forme colorate e divertenti, una bella sorpresa da trovare nella calza. La fantasia è una qualità essenziale per questo tipo di produzione ed essa, assieme all’uso di ingredienti di qualità, si può trovare nella cosiddetta pasta reale firmata dal pasticciere Angelo Carbone a Napoli, che propone i suddetti dolci della tradizione natalizia partenopea e nel bancone è presente una raffinata pasta reale, spesso in simpatiche e colorate forme.

Golosi esempi di una Befana che si fa sempre più dolce e artigianale sono i lecca lecca che portano la firma di Carmen Vecchione ad Avellino, dei capolavori circolari di vari gusti con delle praline all’interno, e poi i marshmallow al cioccolato, che ha un ampio spazio nelle tradizioni dell’Epifania. Anche qui le mamme partenopee registrano un nuovo trend e chi può oltre alle classiche barrette aggiunge i cioccolatini e le tavolette artigianali, prodotte dalle varie fabbriche di cioccolato presenti sul territorio e nelle pasticcerie. 

Quelli che precedono la festa della Befana sono giorni di grandi preparativi per la fabbrica di cioccolato Gay Odin di Napoli, dove la calza ha i classici soldini di cioccolato che sono di buon auspicio e una serie di cioccolatini e altre prelibatezze, tutto rigorosamente artigianale, come gli inconfondibili strati del loro cremino e c’è anche la possibilità di scegliere piccole porzioni del loro cioccolato foresta

Il cioccolato può essere plasmato in varie forme e spesso prende le sembianze della stessa Befana e della sua immancabile scopa, quella con la quale volerà sul cielo di Napoli e della Campania per regalare ancora una dolce Epifania a grandi e piccini. 

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Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricamo e dei lavori all'uncinetto.