La lasagna crudista di Vitto Pitagorico a Napoli

Napoli ha una cultura gastronomica decisamente ricca: un lungo elenco di ricette e prodotti tipici, piatti ricchi proprio nella loro essenza. E nel riflettere sulle caratteristiche della cucina vegana, specialmente per il ramo crudista, si pensa con difficoltà a un possibile accostamento poiché quest’ultima è ritenuta dai più ‘leggera’, c’è chi addirittura sottolinea che sia povera di caratteristiche e che è impensabile creare un parallelismo con la tradizione gastronomica partenopea. Niente di più sbagliato, perché basta affacciarsi forchetta alla mano in un piatto di questa cucina che da un bel po’ di anni ha trovato una sua ampia diffusione per rendersi conto che c’è tutto un mondo da scoprire.

Scrivere di cucina vegetariana, vegana o crudista, perché molti non lo sanno ma vi sono delle differenze tra le tre, significa attraversare le continue polemiche che sono scoppiate. Sono molti i pregiudizi ma ancora di più, complice una diffusione capillare sui cosiddetti social di opinioni e suggestioni, dei veri e propri attacchi da una parte e dall’altra, dove l’opinione pubblica ha acceso un grande dibattito. Sono tante le motivazioni dietro la scelta di una cucina vegetariana, vegana e crudista: una su tutte, spiegata in maniera semplificata, è l’assenza nell’alimentazione di prodotti legati al mondo animale, dettata dalla volontà di tutelare la vita gli esseri viventi, ma dietro al crudismo c’è anche l’idea che la cottura potrebbe alterare le proprietà nutrizionali naturali dei prodotti e che il consumo di cibo crudo, che non ha raggiunto determinate temperature, aiuti l’organismo ad assimilare meglio tutti i componenti. 

Chi scrive è una penna onnivora (volendo usare la terminologia in voga quando si toccano tali argomenti), grande amante dell’universo della cucina e della gastronomia, ai fornelli spesso mestolo alla mano e talvolta con la macchina fotografica e un blocco di appunti da riempire d’inchiostro, che da tempo voleva sapere di più su questo tipo di cucina. Una penna che ha avuto la fortuna di conoscere una bella realtà a Napoli, fatta di persone sorridenti che credono nel loro lavoro e propongono piatti saporiti e interessanti: Vitto Pitagorico, ristorante-pizzeria ubicato proprio di fronte al Museo Archeologico Nazionale. Una realtà nata nel 2014 grazie alla caparbietà di tre amici (Luca, Michele e Vincenzo) che offrono un ampio menu vegetariano, vegano e crudista e si propongono con entusiasmo nel grande mondo enogastronomico partenopeo, coscienti all’inizio che non sarebbe stato semplice far conoscere le proprie idee e notando col tempo un grande successo. 

In un ambiente davvero particolare, fatto di piante e vini alle pareti, è lo chef Gianmarco Romito a firmare i piatti e il più richiesto è la lasagna crudista. Nessun elemento è cotto e la sfoglia, che rispetto alla classica ricetta prende il posto della pasta, è fatta di fette di zucchine. La crema di anacardi è un letto morbido sul quale si appoggia la zucchina e il modo in cui viene proposta ne conserva tutte le caratteristiche: gli anacardi, infatti, sono considerati degli antidepressivi naturali grazie alla presenza del triptofano (una molecola che interviene nella sintesi della serotonina) e sono inoltre ricchi di magnesio e di vitamine del gruppo B. La testa della lasagna crudista è un “ragù” di pomodori speziati, maturi e secchi, che segue negli ingredienti la ricetta del classico ragù con la presenza di sedano, carote e cipolle. Un piatto che all’arrivo a tavola è davvero bello da vedere e che quando raggiunge il palato sa sorprendere, diventando una gradita scoperta. 

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Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricamo e dei lavori all'uncinetto.