La pizza ai due pomodorini vesuviani di Enzo Cacialli, Napoli

Il pomodorino del piennolo è una vera eccellenza del territorio campano, un orgoglio che grazie ai pizzaioli, i quali hanno imparato sempre più ad apprezzarlo e a proporlo sulle loro pizze, è conosciuto in tutto il mondo. Tale varietà di pomodoro è coltivata esclusivamente nell’area vesuviana e prende il nome dal termine ‘pendolo’ che indica il modo in cui vengono tradizionalmente conservati, vale a dire raccolti a grappolo e appesi. Vengono chiamati, infatti, anche ‘spongillo’ per il pizzo che presentano all’estremità, mostrando una forma ovale allungata, lievemente a forma di cuore per gli sguardi più romantici. 

Caratteristica dei pomodorini del Vesuvio è la possibilità di poterli conservare a lungo grazie alla buccia spessa e all’alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili e durante la conservazione nessuna delle qualità organolettiche subisce alterazioni. Se si pensa al pomodorino del piennolo si richiama alla mente il suo colore rosso e il suo sapore particolare e inconfondibile, deciso ma anche dolce, eppure c’è un altro pomodorino vesuviano, vale a dire quello giallo. Si differenzia dal rosso non sono per il colore ma anche per un sapore completamente diverso, più agro. 

È impossibile non evidenziare l’alto contenuto di vitamine di questo prodotto, stimato tre volte superiore rispetto agli altri pomodori, ma soprattutto bisogna sottolineare che il nome ‘pomodoro’ deriva proprio dall’espressione ‘pomo d’oro’ ed era proprio di colore giallo il pomodoro che dall’America centrale nel XVI secolo fu portato in Europa, dove non conquistò subito il palato di tanti che lo consideravano una pianta decorativa e addirittura velenosa. Si narra che per non far perdere nel tempo la tradizione del pomodoro giallo a Nola un gruppo di monaci avesse deciso di coltivarlo quasi in segreto, una scelta che lo avrebbe portato felicemente fino a noi che possiamo piacevolmente trovarlo sulle pizze e nei piatti di pasta. 

Enzo Cacialli, figlio dell’indimenticabile maestro pizzaiolo Ernesto conosciuto per aver fermato l’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton con lo scopo di offrirgli una pizza nel Centro Storico di Napoli, nella sua pizzeria ‘O’ Presidente’ ubicata in Via Pietro Colletta, all’angolo con Via S. Maria a Cancello, propone una pizza che presenta proprio l’accostamento dei due pomodorini vesuviani. Si tratta di un’idea innovativa poiché i due pomodorini vengono proposti solitamente in maniera separata, invece Enzo Cacialli sul suo disco di pasta, caratterizzato da un impasto con una lievitazione di diciotto ore, unisce pomodorino rosso e pomodorino giallo su un letto di mozzarella di bufala, il tutto incorniciato da olio EVO e basilico. Il sapore diverso dei due pomodorini si sposa meravigliosamente sulla pizza, non risulta affatto sgradito e permette la nascita e la successiva gustosa scoperta di un prodotto che abbraccia due ingredienti che sono la storia e l’orgoglio della tradizione gastronomica della Campania. 

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Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricamo e dei lavori all'uncinetto.