Nuova degustazione da Babette con tre birre artigianali campane del Birrificio VentiTRÈ

Le degustazioni sono momenti davvero belli da vivere. Estimatori di un determinato piatto o di un locale ed esperti del settore si incrociano e si confrontano in un evento, scoprendo nuovi sapori o ritrovando quel gusto tanto amato. Il clima di allegra convivialità è caratterizzato dalla possibilità di conoscere nuove cose, realtà con la loro storia e le loro tradizioni, qualità fino a quel momento sconosciute. E nella serata di martedì 14 novembre 2017 è accaduto proprio tutto questo grazie al ritorno delle serate di degustazione organizzate presso Babette, a Fuorigrotta. 

L’evento è stato contraddistinto dalla tripla proposta di birre artigianali campane firmate dal Birrificio VentiTRÈ, ognuna delle quali ha accompagnato un piatto. Il Birrificio VentiTRÈ è una realtà di Grottaminarda, in provincia di Avellino, con un ciclo produttivo che utilizza fonti energetiche naturali e rinnovabili grazie a un impianto fotovoltaico, all’uso del metano e al recupero delle trebbie, vale a dire il residuo dell’estrazione a caldo del cereale maltato, valorizzate come concime e come alimento per il bestiame. Il nome del Birrificio è legato alla sua nascita, il 23 luglio: un simpatico omaggio anche al civico della laboratorio di produzione e al numero dei litri del volume della prima cotta, come hanno ricordato i proprietari Jenni e Guido durante la serata che ha visto la conduzione di Alfio Ferlito, ideatore di beerpassion.it, impegnato a girare tra i vari tavoli per raccogliere le opinioni dei numerosi partecipanti. 

La degustazione si è aperta con un piatto davvero sfizioso esteticamente e al palato e con una birra dal colore chiaro. Gli anelli fritti di pollo e bacon erano incorniciati da patatine fritte tagliate in cucina dalla forma adatta per catturare le due salse da accompagnamento: la prima, bianca, è la salsa ranch che ha tra gli ingredienti aglio, maionese, senape e spezie, la seconda è invece la ‘salsa pizzicosa’ con peperonata piccante calabrese stemperata con la maionese. Ad accompagnare gli anelli fritti c’era ESPERIA, una birra con un grado alcolico non alto (4,5%) dal sapore leggero e al tempo stesso decisamente inconfondibile grazie alla sua anima leggermente speziata con un poco di pepe rosa e arancia amara e il tutto è risultato un ottimo abbinamento. 

Secondo step gustosissimo: è arrivata a tavola in tutto il suo splendore la Babette Pita, un pane tondo e piatto tipico della Grecia presentato piegato a semicerchio con all’interno in questo caso polpettine fritte, provola di Agerola e friarielli. Ad accompagnare questo ricco piatto c’era la birra AMBROSIA, caratterizzata da un alto contenuto alcolico (10%) e dal miele di castagno del territorio avellinese: un sapore decisamente forte, che arriva dritto al palato, una birra scura ottima da gustare anche come semplice bicchiere a far cornice a una serata solitaria o a una chiacchierata tra amici. 

A chiudere la serata un ottimo tiramisù con il corvino colore e l’abbondante schiuma della birra URANIA, scura proprio come il cielo al quale il nome si ispira. Con un grado alcolico medio (6%), questa è una birra da apprezzare a piccoli sorsi e con un sentore di caffè, cioccolato fondente e liquirizia. Il sentore vanigliato accentua i gusti dolci e smorza l’amaro. Un finale zuccheroso a degna chiusura di una serata davvero interessante, fatta di scoperte e confronto, con il ricordo della schiuma di tre ottime birre artigianali campane ancora sulle labbra.

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Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricamo e dei lavori all'uncinetto.