Treccia D’Oro di Gragnano con polpo, gamberi e pomodorini del piennolo

‘Oro bianco’ è sicuramente la definizione che meglio descrive un prodotto squisito, strettamente legato alla tradizione gastronomica della Campania: la pasta. Capace di vestirsi con i più bei colori e sapori unendosi con prodotti sempre diversi, è nutriente e appetitosa e la sua produzione risale al XVI secolo. Un impasto di semola di grano duro si trasforma con la giusta abilità prima in un prodotto finito dalle forme sempre differenti, dai classici maccheroni alle strutture che risultano spesso simpatiche alla vista e al palato, lisce o rigate, e si accompagna poi a sughi tradizionali come quelli al pomodoro oppure è frutto di inventive particolari, magari con ingredienti di stagione. 

La pasta, tuttavia, dovette aspettare molto tempo prima di essere molto apprezzata, soprattutto nell’antico Regno di Napoli dove fu apprezzata per il sapore, per il basso costo di produzione e per la capacità di riempire lo stomaco senza spendere una fortuna. Fu Gragnano in particolare a proporre terreni ideali per la produzione, con la comparsa sempre maggiore di pastifici, con la complicità del clima ideale… e la pasta si diffuse in molte altre parti del mondo, conquistando sempre più tutti. 

La denominazione ‘Pasta di Gragnano’ è stata riconosciuta indicazione geografica protetta (IGP) nel 2013 e detiene un lungo elenco di formati, ma c’è un tipo di pasta che è un’esclusiva del Pastificio Artigianale ‘Il Vecchio Pastaio’ di Gragnano. L’azienda è portata avanti da Aniello Pepe, giovane imprenditore gragnanese, grazie ai consigli del suocero, Mastro Pastaio da oltre quarant’anni, assieme alla moglie Maria Grazia Ingenito e proprio quest’ultima ha inventato un nuovo formato, brevettato: ‘La Treccia D’oro’. Come suggerisce il nome, si tratta di una vera e propria treccia di pasta lunga 35cm e dal peso di 175gr, che non si scioglie al momento della cottura che, per essere ottimale, deve avvenire in una classica teglia da forno. 

Ecco la mia ricetta della Treccia D’oro de ‘Il Vecchio Pastaio’ con polpo, gamberi e pomodorini del piennolo, preparata per essere sia primo sia secondo piatto.

Ingredienti per 4 persone

2 Trecce D’oro IGP

4 polpi di media grandezza  

28 gamberi

300gr di pomodorini del piennolo

1 cipolla

1 spicchio d’aglio

Olio EVO

Basilico

1 tazzina di vino bianco

1 bicchiere di vino bianco 

In un ampio tegame far soffriggere l’aglio in un po’ di olio, aggiungere a fiamma viva i polpi puliti e a testa in su aggiustando di sale e con un pizzico di pepe. Dopo alcuni minuti, appena i polpi risulteranno rosolati al punto giusto, sfumare col vino bianco per qualche minuto, poi abbassare la fiamma e far cuocere per altri 35 minuti circa. Prendere tre gamberi a persona per friggerli e metterli da parte. In una seconda pentola bollire i restanti gamberi per due minuti, chiudere la fiamma e lasciarmi nell’acqua per altri tre minuti e scolarli. In un’altra pentola far soffriggere la cipolla nell’olio e unire i pomodorini del piennolo a fiamma viva, mescolando spesso. Alla fine dei 35 minuti dei polpi, inserirli nella pentola coi pomodorini, regolare di sale e cuocere a fuoco medio per almeno altri 10 minuti, mescolando ogni tanto. Aggiungere i gamberi sul finale, facendo cuocere per alcuni minuti. Far cuocere le Trecce D’oro in acqua in una classica teglia da forno per la lasagna e la pasta al forno, senza minimamente girare ma toccando ogni tanto la pasta con la punta di una forchetta per smuoverla leggermente. La Treccia D’oro può essere presentata in maniera lineare oppure circolare e per la ricetta consiglio quest’ultima opzione. Creare un cerchio con le Trecce D’oro, coprirle un po’ col sugo e coi pomodorini e appoggiare sopra i polpi e aggiungere il resto del sugo con una foglia di basilico, formando una cornice con i gamberi fritti. 

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Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricamo e dei lavori all'uncinetto.